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Reputazione zero. Cos’è?

La Reputazione zero, cos’è?

Abitereste in una casa senza porta?
Sicuramente no.

E per quale motivo?

In realtà potrebbe non accadervi di nulla di male. Potreste condurre la vostra vita quotidiana senza problemi, perché non è detto che debba necessariamente accadervi qualcosa di brutto o di pericoloso.

Marketing zero


Ma la situazione, benché apparentemente tranquilla, contiene un notevole margine di rischio. La vostra sicurezza dipenderebbe dal buon cuore dei vostri vicini, dal fatto che rispettino la vostra proprietà, dall’onestà di chi vi circonda.

Qualora qualcuno decidesse di farvi del male o di introdursi in casa vostra, non ci sarebbe alcuna barriera a difendervi, e sareste costretti ad affrontare l’intruso fisicamente, iniziare una colluttazione od utilizzare un’arma. In altre parole, non ci sarebbe alcun filtro: sareste immediatamente obbligati allo scontro. Con esiti imprevedibili.

La stessa cosa avviene sul web in una situazione definita “reputazione zero”.

Nel momento in cui digitando il vostro nome sui motori di ricerca non compare assolutamente nulla, vi trovate in uno scenario in cui non esiste un pericolo immediato né un danno nel breve periodo. Tuttavia, è come se la vostra casa fosse senza porta: la prima persona che decidesse di scrivere qualcosa di negativo, di criticare il vostro lavoro o di riferire notizie false sul vostro conto, riuscirebbe a far comparire in prima pagina le sue illazioni e diffamazioni, senza alcun ostacolo o interferenza, rovinando la vostra vita professionale e personale.

Vuoi un controllo sulla tua reputazione?
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Ecco perché non avere alcun contenuto su internet che parli di noi non rappresenta una situazione auspicabile ma, al contrario, una situazione di rischio che deve essere risolta.

Così, nel momento in cui ci si accorge dell’importanza di gestire proattivamente la propria immagine, senza aspettare di ritrovarsi con una crisi reputazionale in corso, ci si attiva di conseguenza… ma molte volte viene fatto nel modo sbagliato.

Directory e siti di recensioni non bastano

Consapevoli della necessità di proteggere in anticipo la propria reputazione, una delle prime misure è quella di inserire il nome della propria attività nelle directory aziendali, come Pagine Gialle. Poi, solitamente, si provvede a registrarsi presso le piattaforme di recensioni on-line per presentare adeguatamente la propria attività, aprendo profili su Google Business, Trustpilot o TripAdvisor.

È sufficiente questo per affermare la propria reputazione e proteggersi dalle critiche?
In realtà, nonostante rappresenti un primo passo, assolutamente no.

Non è sbagliato utilizzare le Directory ed essere presenti sulle piattaforme di recensioni, soprattutto perché gli utenti ormai consultano regolarmente i feedback per decidere se affidarsi a qualsiasi professionista o azienda.

Ma anche in questo caso, la vostra immagine non è completamente nelle vostre mani.

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Le Directory hanno una autorità relativamente bassa nei confronti degli algoritmi dei motori di ricerca e basta un qualsiasi contenuto pubblicato su un blog o su un piccolo giornale per scavalcarle facilmente e posizionarsi in alto nella prima pagina. Le Directory sono come un muro di carta velina: non proteggono assolutamente l’identità di un’azienda.

Un discorso simile vale per le piattaforme di recensione: nel momento in cui la propria immagine è completamente dipendente dai feedback degli utenti, significa che la nostra tranquillità professionale è tutta nelle mani delle “stellette” che compaiono su Google Business o su TripAdvisor.

E soprattutto quando le recensioni sono relativamente poche, basta una tavolata scontenta per un ristorante o una comitiva problematica per un’agenzia di viaggi per ricevere un’ondata di recensioni negative che fanno rapidamente precipitare il punteggio complessivo dell’attività, mettendo l’imprenditore in seria difficoltà.

Ecco che di nuovo siamo costretti, come dovessimo combattere contro un intruso dal quale non ci siamo adeguatamente protetti, a far rimuovere le recensioni negative e a gestire una crisi.

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Come proteggersi adeguatamente?

Appurato che la presenza della propria azienda presso le Directory e le piattaforme di recensioni non è assolutamente sufficiente per proteggere la propria reputazione, la chiave sta nella creazione di nuovo contenuto positivo e coerente, che sia pubblicato presso piattaforme sotto il controllo dell’azienda, come un proprio blog personale, un portale professionale o presso quotidiani nazionali o locali che parlino bene di noi.

In altre parole, è necessario creare del contenuto positivo ma soprattutto autonomo e indipendente dal parere degli altri, che occupi tutte le keyword più importanti per individuare la vostra azienda e per farsi un’idea della vostra professionalità.

Solo attraverso un lavoro di creazione di contenuti positivi e “indipendenti” possiamo raggiungere una situazione di sicurezza reputazionale, dove il nostro lavoro di anni, le nostre competenze e i risultati raggiunti non possano essere distrutti dal primo che passa.

Esattamente quella sicurezza e protezione che ci fornisce ogni giorno la nostra porta d’ingresso, chiusa a chiave.